Loading...

TUTTI GLI EVENTI DEL 2015

Scoprili ora!


Ingenio al femminile

II edizione, 2015 | Roma


Essere lavoratrice e madre nello stesso tempo non è un compito facile nel nostro Paese. La conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di accudimento dei figli spesso si rivela complessa, priva di reali sostegni. Se poi si opera nel campo della libera professione, come accade oggi in Italia per più di 10.000 donne ingegnere, il compito può essere ancora più gravoso. Cosa significa essere madri e ingegnere oggi? Con questa semplice domanda Ingenio al femminile ha tentato di scandagliare l’esperienza delle tante donne ingegnere che lavorano, che sono madri, compagne, parti essenziali di quelle micro-comunità chiamate famiglia. Attraverso un’apposita indagine curata e realizzata dal Centro Studi del CNI, viene richiamata, come si vedrà più avanti, la grande forza espressa dalle oltre 88.000 donne ingegnere presenti nel mercato del lavoro, ma anche il lungo percorso che il Paese deve ancora compiere per garantire a tutte le donne pari opportunità di carriera ed una conciliazione più armoniosa tra i tempi di lavoro e quelli di accudimento dei figli nei primi anni di vita. Troppe donne ingegnere nella nostra indagine denunciano fatti che sottolineano un’insopportabile distonia tra l’essere lavoratrice e madre. Avere dei figli e poterli accudire non può essere penalizzante per una donna, eppure quasi un quarto delle intervistate ha indicato di non essere stata inserita, al ritorno dal congedo per maternità, nella medesima posizione che rivestiva prima del periodo di sospensione temporanea dal lavoro. Oltre il 40% ha chiesto, ma non ha ottenuto, di usufruire di forme di lavoro flessibile (come il part-time o permessi, o possibilità di lavorare da casa) per poter accudire i figli nei primi mesi di vita. Tra le donne ingegnere, che svolgono lavoro dipendente, lo strumento più diffusamente utilizzabile per la conciliazione lavoro-famiglia è la flessibilità in entrata e uscita dal luogo di lavoro. Si tratta certamente di uno strumento importante ma su altre misure, più moderne e avanzate, con un alto tasso di utilità, occorrerebbe seriamente investire: dagli asili nido aziendali o convenzionati (a prezzi accessibili) ai voucher per pagare le prestazioni di personale per l’accudimento dei figli (baby sitter), fino al telelavoro. Le donne ingegnere che svolgono la libera professione, infine, godono di misure di sostegno alla maternità ed alla conciliazione lavoro-famiglia ancora più ridotte delle colleghe che hanno un contratto di lavoro dipendente. In attesa che una enorme domanda inevasa di servizi di family welfare venga in qualche modo soddisfatta, attraverso apposite policy, molte donne e molte famiglie fanno da sole, per lo più ricorrendo a reti familiari di aiuto. Eppure garantire a tutti, ma alle donne in particolare, migliori condizioni di lavoro, anche attraverso migliori misure di conciliazione, significa garantire più robusti processi di crescita, proprio quello di cui il Paese avrebbe oggi bisogno dopo una così lunga fase di stagnazione.

Ingenio al femminile a EXPO

Woman for EXPO, 2015 | Milano


Ingenio al Femminile è stato uno dei progetti selezionati per il forum “We-Women for Expo” nell’ambito dell’esposizione universale milanese .
Per sei mesi il nostro Paese è diventato una vetrina mondiale in cui gli Stati hanno mostrato il meglio delle proprie tecnologie per dare una risposta concreta ad un’esigenza vitale: riuscire a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto del pianeta e dei suoi equilibri. Expo 2015 premia, dunque, la lungimiranza del Consiglio Nazionale Ingegneri, da sempre attento e sensibile non solo verso i grandi risultati messi a segno da donne ingegnere in una professione ancora troppo spesso considerata maschile, ma anche, in senso più generale, verso le più delicate e sentite questioni di genere.
Nonostante, infatti, il numero delle donne nel settore dell’ingegneria sia in crescita, troppo poco si fa, ancora, per rafforzarne la presenza e la partecipazione. Sostegno delle donne negli ambienti universitari e della ricerca scientifica; promozione di politiche aziendali e imprenditoriali che possano favorire la conciliazione dei tempi familiari e privati con quelli produttivi e lavorativi; impegno sul campo contro ogni forma di discriminazione di genere come, ad esempio, quella salariale. Per la prima volta si è scelto di mettere al centro di un’Esposizione Universale la cultura femminile. Ogni donna è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo, alla capacità di nutrire e nutrirsi, di “prendersi cura”. Non solo di se stessi, ma anche degli altri.
Grazie a WE-Women for Expo le donne dei Paesi Partecipanti a Expo Milano 2015 sono state invitate a esprimersi su nutrimento del corpo e nutrimento della libertà e dell’intelligenza, con la convinzione che la sostenibilità del Pianeta passa attraverso una nuova alleanza tra cibo e cultura e che le artefici di questo nuovo sguardo e nuovo patto per il futuro debbano essere le donne. Artiste, scrittrici, grandi personalità, ma anche donne comuni. Perché tutte possono essere parte di WE, che significa “noi”. Una rete di idee, un network a cui partecipano le donne di tutto il mondo.
Proprio in questo contesto si inseriscono le donne “tecniche” di Ingenio al Femminile, che possono anche loro dare un contributo scientifico al tema oggetto dell’esposizione universale.

Ingenio in Bari

2015 | Bari


Il progetto Ingenio al femminile, nato da un’idea del Consigliere Nazionale Ania LOPEZ, ha avuto uno scoppiettante avvio nel settembre 2013, proseguito poi, nel febbraio 2015, con una seconda edizione in cui la nostra amica e collega Valeria CAPORALETTI è stata protagonista, insieme a Maurizia BAGNATO, del progetto Women BOSCH, ed alle ingegnere meccaniche del Team Rosa della Ferrari.
Il progetto in narrativa è dedicato alla valorizzazione della figura femminile nelle professioni tecnico-scientifiche e, nel merito, costituisce un puntuale approfondimento sul tema della duale condizione “donna-ingegnere”.
La ricerca e lo studio intorno a questo argomento mirano a far conoscere ai più, le difficoltà che questo binomio incontra a diversi livelli tanto tra i liberi professionisti quanto tra i dipendenti privati e quelli pubblici sino all’interno delle università. Vogliamo far conoscere la realtà di donna ingegnere. Vogliamo dimostrare come questo connubio possa essere vincente per entrambi gli aspetti. Vogliamo stimolare, creare un circolo virtuoso sulla consapevolezza che l’essere donna può essere, ed è, una marcia in più.
La condivisione delle esperienze ed il confronto diretto durante incontri mirati a promuovere sul territorio il progetto “Ingenio al femminile” può essere di sprone per colleghe giovani e meno giovani, può suscitare maggiore sensibilizzazione sulle problematiche che viviamo e può essere un esempio da seguire perché la forza delle donne è più forte della loro professione.