
Il tema delle leadership al femminile è sempre più attuale: molte sono le difficoltà che oggi come ieri le donne incontrano nel raggiungimento di ruoli di potere.
Il nostro Paese non è certo esente da problematiche legate ai pregiudizi culturali e alle inferiori opportunità di crescita professionale, tanto che nelle classifiche stilate per studiare l’imprenditorialità femminile, l’Italia staziona nella parte bassa, portando con sé non poche riflessioni sulla disparità di genere. Tra gli ostacoli principali che impediscono alle donne di avviare una propria attività di business, vengono annoverati li la mancanza di fondi e capitale di rischio, la scarsa efficienza delle istituzioni e la ristrettezza normativa, la mancanza di fiducia nelle proprie capacità imprenditoriali, la paura del fallimento e la mancanza di istruzione o formazione.
“Ingenio al Femminile” è l’iniziativa ideata e promossa dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri giunta alla quarta edizione e dedicata alla valorizzazione della figura femminile nelle professioni tecnico-scientifiche. Il binomio “donna – ingegnere” sarà, in particolare, il filo conduttore dell’intera giornata: se da una parte si approfondiranno le difficoltà che questo binomio incontra a diversi livelli, dall’altra si metteranno in evidenza le esperienze che si sono distinte in diversi ambiti professionali. Il tutto animato dalla convinzione che, per superare il tabù dell’imprenditorialità femminile e per evitare che questo diventi uno stereotipo, sia necessaria proprio la condivisione di percorsi e saperi, il confronto di genere, in sinergia ovviamente con le opportune riforme politiche.
Le esperienze dimostrano che le donne con posizioni di grande responsabilità, quando partecipano a decisioni cruciali per l’impresa, non solo ne migliorano le performance economiche, ma apportano un contributo significativo anche nella crescita verso l’innovazione, la sostenibilità, la sicurezza. Ne consegue che esse migliorano la società in cui tutti viviamo.